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Elimina borse ed occhiaie con la blefaroplastica

3 Giugno 2008

La blefaroplastica è un intervento di chirurgia estetica palpebrale che serve ad eliminare le borse sotto agli occhi e l’eccesso di pelle delle palpebre superiori. Palpebre appesantite da grasso periorbitario erniato, borse e rigonfiamenti palpebrali ed occhiaie sono comuni conseguenze dell’invecchiamento cutaneo ma possono sorgere anche su persone giovani per cause fisiologiche o per predisposizione. E’ per questo che la blefaroplastica può essere eseguita a qualsiasi età anche in pazienti giovani. Con la blefaroplastica si possono correggere le borse sotto gli occhi, eccesso di pelle sulla palpebra superiore, l’ eccesso di pelle e rughe delle palpebre inferiori e le occhiaie.

COME SI INTERVIENE
Per la correzione della palpebra superiore viene praticata un’incisione che viene nascosta nella naturale piega della palpebra superiore. Viene poi rimossa la pelle in eccesso e le borse di grasso periorbitario erniato (oppure riposizionato). Le incisioni vengono suturate dopo la rimozione dell’ eccesso cutaneo. La cicatrice risulta dopo poco praticamente invisibile perché situata in un solco naturale. Per la correzione della palpebra inferiore, nella maggior parte dei casi, le borse di grasso possono essere eliminate con un’incisione praticata all’interno della palpebra (per via transcongiuntivale), che non lascia cicatrici esterne. Altrimenti l’incisione viene fatta immediatamente sotto la ciglia.

OPERAZIONE E POST OPERAZIONE
L’operazione di blefaroplastica viene praticata ambulatoriamente o in Day Hospital e quindi non necessità di un periodo di ricovero. La durata dell’intervento è di circa un’ora. Dopo l’operazione si consigliano impacchi ghiacciati per 48 ore. I piccoli punti di sutura vengono rimossi dopo circa 3-4 giorni ed i lividi sono visibili per 7-10 giorni. Il trucco può essere usato dopo circa una settimana. Un lieve gonfiore si protrae per circa 2-3 settimane. La durata del risultato è compresa tra 5 e 10 anni.

COMPLICAZIONE
I rischi più comuni della blefaroplastica sono: asimmetrie, visibilità delle cicatrici, ectropion, secchezza degli occhi, incompleta correzione, eccessiva lacrimazione, ulcera corneale, ematoma, pigmentazione cutanea, congiuntivite, l’occhio “tondo” con perdita di tono della palpebra inferiore (scleral show) e l’aspetto “svuotato” dell’orbita.
I rischi maggiori sono invece: ematoma retrobulbare e cecità, visione doppia, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, complicanze legate all’ anestesia.

COSTI
I costi della blefaroplastica oscillano tra i 1.800 euro ed i 5.000 euro.

La biostimolazione per una pelle compatta

7 Novembre 2007

La biostimolazione dermica è una tecnica della moderna medicina estetica che consente di correggere gli inestetismi che lo scorrere del tempo imprime sulla pelle del nostro viso. La tecnica di biostimolazione viene considerata un trattamento estetico soft e consiste nell’infiltrare le zone centrali del viso, cioè le zone di partenza del sistema linfatico, con sostanze diverse, ma tutte tollerate perché presenti nel nostro corpo, come le vitamine A, E, C, e gli antiossidanti. Lo scopo della biostimolazione è quello di restituire alla pelle compattezza, tono, elasticità e migliorare la rugosità attraverso la stimolazione dei fibroblasti (le cellule che producono collagene, elastina, acido ialuronico). Questo trattamento può essere eseguito con due procedure differenti:

  • Uno attraverso un apparecchio elettronico che favorisce il passaggio transdermico delle sostanze ed è del tutto indolore.
  • L’altro prevede l’utilizzo di un piccolo ago e consiste in molteplici iniezioni fatte nei punti cutanei stabiliti delle zone interessate (viso, collo, decolleté). Le microiniezioni vengono fatte a distanza di circa un centimetro l’una dall’altra. In questo modo si depositano sostanze antiossidanti (comunemente acido ialuronico che ha una funzione rivitalizzante per la cute e rende la pelle più soda, oltre a rinforzare le naturali difese contro i raggi solari) che vanno a diffondersi naturalmente attraverso la rete linfatica. Questa pratica, chiamata picotage (dal francese pizzicotto) o intradermoterapia, è di solito indolore e procura solo un leggero arrossamento cutaneo.

La biostimolazione dermica risulta compatibile con l’infiltrazione cutanea dei fillers nella correzione delle rughe, con i laser a luce pulsata e con gli interventi chirurgici di lifting al viso andando a facilitare una sinergia di azione.

Frequenza sedute e costi

  • Per il picotage sono necessarie almeno 4 sedute (molti però ne consigliano 5 o 6) ogni 7-10 giorni per poi passare a 15 giorni ed infine arrivare ad una al mese per il mantenimento. Una seduta costa all’incirca 200 euro ma varia a seconda delle sostanze utilizzate;
  • Con il metodo dell’apparecchio elettronico si spendono circa mille euro per 10 sedute.

L’arte del sapersi struccare

24 Ottobre 2007

Quando si torna a casa la sera stanche e sfinite dopo una giornata passata al lavoro non si vede l’ora di farsi una doccia, indossare il pigiama e nascondersi sotto le coperte. E invece per noi donne non è possibile dimenticare uno dei passaggi fondamentali. Quello della pulizia del viso per togliere il trucco, a volte il mascherone, che ricopre la nostra pelle e ci regala quasi un’altra identità. Questo passaggio non può essere fatto in fretta perché è essenziale per mantenere giovane ed elastica la nostra pelle, al di là dell’utilizzo di creme e cremine. Inoltre elimina dalla superficie della nostra pelle anche smog, fumi di scappamento e inquinamento ambientale che si sono depositati durante l’arco della giornata. Due sono i nostri alleati insostituibili per la detersione: il latte detergente e il tonico.
Il latte detergente va applicato sul viso con la punta delle dita massaggiandolo con piccoli movimenti circolari e poi va eliminato con una velina o con del cotone. C’è chi invece si risciacqua semplicemente la faccia con acqua fresca. Quando non si ha molto tempo a disposizione, invece, si può applicare direttamente con un batuffolo di cotone (io di solito faccio così). Il latte detergente consente di eliminare tutte le impurità delle pelle e di evitare problemi futuri.
Il suo miglior alleato è il tonico che dona luminosità alla pelle ed aiuta ad eliminare gli eventuali residui di latte detergente. In questo modo permette alla pelle di respirare. Va applicato direttamente sui dischetti di cotone e passato sul viso. I dischetti vanno cambiati finché non sono perfettamente puliti. In commercio esistono moltissime tipologie di latte detergente e di tonico adatti a tutti i tipi di pelle.

  • PELLE SECCA – La pelle secca è arida, rugosa, facilmente desquamante e soprattutto è delicata e poco elastica. Per chi ha questo tipo di pelle è consigliato l’utilizzo di latte detergente in crema perchè più nutrienti rispetto a quello fluido. Come tonico è consigliabile l’utilizzo dell’acqua termale in confezione spray. Alla fine della detersione va assolutamente spalmata una crea nutriente.
  • PELLE GRASSA -E’ lucida, oleosa, quasi sempre ha i pori dilatati, presenta punti neri. In questo caso è consigliato l’utilizzo di un latte detergente con vitamine B6 e F (va bene anche per le pelli miste) che aiutano a regolare l’attività delle ghiandole sebacee. Il tonico deve avere un effetto riequilibrante ed astringente. Dopo la detersione andrà spalmata una crema idonea per questo tipo di pelle.
  • PELLE MISTA -Il viso si presenta lucido nella famosa zona T, fronte, naso, mento, e normale nelle altre parti. La parte centrale quindi è grassa mentre le guance ed il collo presentano una cute più secca. Anche in questo caso si deve utilizzare un latte detergente arricchito con Vitamine B6 e F. Il tonico deve essere scelto specifico per questo tipo di pelle. Si consiglia un tonico senza alcool.

Yellow Peel: il peeling di ultima generazione

3 Ottobre 2007

L’ultimo arrivato in fatto di peeling chimici è lo Yellow Peel, una combinazione di sostanze che svolgono un’azione combinata e sinergica sulla nostra pelle, rendendola tonica, giovane e compatta. Lo Yellow Peel è composto dall’associazione di acido retinoico (sostanza nota per la capacità di stimolare la moltiplicazione cellulare e per la capacità di regolazione sulla sintesi di alcune proteine), acido azelaico (antibatterico), acido fitico (antiossidante), acido cogico (schiarente, inibisce la formazione di melanina), bisabololo (antinfiammatorio-antisettico), Ascorbil Palpitato (Vitamina C stabilizzata - antiossidante) e acido salicilico (cheratolitico). Il nome deriva dal tipico colore zafferano di questa sostanza e da quello che lascia sulla pelle, quando viene applicato.
I diversi principi attivi presenti nel peeling permettono una versatilità di utilizzo quasi unica nel suo genere. Lo Yellow Peel permette, infatti, di valutare il singolo caso clinico e di personalizzare il suo utilizzo in funzione del tipo di problema. Il composto risulta molto efficace:
  1. come depigmentante nel trattamento di “macchie” (causate da gravidanza, contraccettivi orali, terapie fotosensibilizzanti sistemiche e topiche, pigmentazioni post-peeling o post laserterapia, ecc);
  2. in caso di danni da fotoinvecchiamento (photoaging): l’acido retinico, la vitamina C, l’acido fitico e azelaico garantiscono una grande capacità anti-radicali liberi, in grado di stimolare il metabolismo della pelle;
  3. quando c’è la presenza di acne in fase attiva.

Trattamenti
Esistono diversi schemi di trattamento. Alcuni esempi:

  • il professor Antonino Di Pietro consiglia di eliminare le cellule morte e le impurità prima di procedere “si applica una miscela esfoliante a base di alfaidrossiacidi, si lascia agire qualche secondo e si sciacqua prima di stendere la crema giallastra composta da acido retinoico e vitamine. Dopo il trattamento, che dura circa 10 minuti, la pelle è un po’ arrossata, ma l’inconveniente dura solo qualche ora. Per un risultato ottimale, ci vogliono 2/3 sedute a seconda dell’elasticità cutanea»;
  • si applica sul viso per circa 40-60 minuti e poi si rimuove. A seconda del caso clinico il trattamento viene ripetuto più volte nella stessa giornata (in media 2-3 applicazioni). Il giorno successivo la pelle appare arrossata e dopo circa 48 ore inizia una leggera esfoliazione che dura 2-3-giorni. Può essere ripetuto dopo circa 3-4 settimane;
  • dopo la detersione della pelle con prodotti specifici si applica una sostanza a base di alfa e beta idrossiacidi per pochi secondi seguita dall’applicazione dello yellow peel per 2 ore; al termine di questo tempo si risciacqua e si riapplica lo yellow peel per 1 ora; dopo aver risciacquato nuovamente si ristende per la terza volta il composto per un tempo variabile (almeno 2 ore). Al termine si applicano le abituali creme idratanti. Questo peeling comporta una esfoliazione cutanea a partire dal 3°-4° giorno che si conclude in genere in 7 giorni;

Controindicazioni
Data la presenza di acido retinico ne è sconsigliato l’utilizzo in gravidanza. Sconsigliato l’uso anche quando si ha in corso un’infezioni virale o in caso di allergia a uno dei componenti.

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Le maschere per avere un viso sempre giovane

25 Giugno 2007

Le maschere per il viso sono necessarie per pulire in profondità la pelle perché asportano impurità, residui di creme e cellule morte. Inoltre aiutano a migliorare i segni del tempo (colorito spento, tono rilassato, prime rughe) e quindi diventano indispensabili con l’avanzare dell’età. Ma c’è una buona notizia. Le maschere che si possono fare direttamente da casa, senza dover spendere cifre esose tra prodotti cosmetici ed estetisti, a volte aprendo semplicemente il frigorifero, sono moltissime. Il sito Sanihelp.it propone come rimedio il ciclo delle cinque maschere vegetali, un trattamento cosmetico anti-età noto già nell’ottocento. Il ciclo consiste nel usare cinque diverse maschere, alternandole una dopo l’altra a giorni alternati ed è sicuramente adatto a chi ha tempo da dedicare alla cura della propria bellezza. Le maschere sono le seguenti:

Maschera alla leticina di soia. Sbattete un rosso d’uovo con un cucchiaino di miele, aggiungete un cucchiaio di leticina di soia in polvere e un cucchiaio d’olio d’oliva per ottenere il giusto grado d densità.
Maschera al lievito di birra. Schiacciate con la forchetta 10 grammi di lievito di birra, aggiungete un cucchiaino di latte in polvere e tanta acqua quanto basta a fare un impasto morbido.
Maschera alle vitamine. Schiacciate con la forchetta un avocado o un pezzo di papaia e mezza mela farinosa; aggiungete mezzo cucchiaino di limone e amalgamate bene.
Maschera alla farina d’avena. Mescolate a un cucchiaio abbondante di farina d’avena un cucchiaio di olio di mais; aggiungete il succo che riuscite a premere da una manciata di foglie di crescione (o foglie di lattuga) e tritate. Stendete la maschera su viso e collo, dopo esservi stese con la testa su un asciugamano.
Maschera all’azulene. Preparate un infuso concentrato di camomilla (l’azulene è il principio attivo calmante contenuto nella camomilla). Quando sarà tiepido imbevete alcune compresse di garza e ponetele su viso e collo. Dopo una decina di minuti applicate una maschera preparata con un cucchiaio di farina d’orzo stemperato con 3-4 cucchiaini dell’infuso rimasto.

Di maschere adatte ad ogni problema della pelle ce ne sono un’infinità. Alcuni esempi:
* Maschere nutrienti:

  • Alla farina d’avena
    Mischiate un tuorlo d’uovo, un cucchiaio di olio di lino e farina di avena, abbastanza per darle la consistenza giusta. Tenetela sul viso per circa 20 minuti e toglietela delicatamente con una spatolina .
  • Con Miele d’acacia e uovo
    Sbattete il tuorlo di un uovo con un cucchiaio di olio fino ad ottenere una specie di maionese. Montate a neve l’albume, aggiungetegli un cucchiaio di miele d’acacia (o miele di castagno) e unite il tutto al composto precedentemente preparato. Stendete sul viso e sul collo per 20-30 minuti. Togliete la maschera con una salvietta di carta, sciacquate il viso con acqua tiepida e successivamente con acqua fredda. Alla fine applicate una crema idratante.

* Maschere purificanti e astringenti:

  • All’uva
    Lavate dodici acini di uva e schiacciateli fino a farli diventare quasi una poltiglia. Stendete il composto sul viso e il collo e lasciate agire per 25 minuti. Togliete la polpa con una spugnetta e lavate il viso con acqua tiepida.
  • Alle prugne nere
    Fate bollire e raffreddare la polpa di 5-6 prugne nere, aggiungendo 6 gocce di olio di mandorle dolci. Applicate sul viso per circa 20 minuti. Da ripetere 2 volte la settimana.
  • Al tè
    Prendete i residui del tè raffreddati, aggiungete il succo di mezzo limone e con questo composto tamponatevi la zona interessata dai punti neri per 5-6 minuti. Da fare due volte la settimana.

* Maschere rinfrescanti, purificanti e schiarenti

  • Al limone
    Frullate il tuorlo di un uovo e aggiungete gradualmente dell’olio fino ad ottenere una salsa della consistenza desiderata. Sciogliete un po’ di sale in alcune gocce di succo di limone e incorporate il tutto al composto preparato in precedenza. Stendete sul viso e sul collo per 15-20 minuti. Togliete la maschera con una salvietta e sciacquate il viso con acqua tiepida.
  • All’olio essenziale di rosa gallica
    Mescolate l’albume di un uovo, del succo fresco di limone e 3 gocce di olio essenziale di rosa gallica. Mettete il composto a bagnomaria e mescolatelo con un cucchiaio di legno, fino a quando non diventerà cremoso. Fate raffredare e applicate al viso per 40 minuti. Sciacquate con acqua tiepida.
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