Tag: pelle

E tu, che fototipo sei?

29 luglio 2010

"Midriff" by m00by

Individuare il proprio fototipo è essenziale per esporsi al sole senza rischi. L’appartenenza a un fototipo, infatti, indica la nostra concentrazione di melanina e la reazione, quindi, che la pelle ha con un’esposizione ai raggi solari.

Si determina in base al colore degli occhi, dei capelli e della carnagione. In base al proprio tipo di pelle, bisogna scegliere il prodotto solare con la protezione UVA/UVB che fa al caso nostro.

Vediamo insieme i sei fototipi:

  • Fototipo 1: carnagione molto chiara, spesso con efelidi, capelli biondi o rossi, occhi chiari. La possibilità che si generi un eritema è alta a ogni esposizione per la scarsità di melanina. L’abbronzatura è di conseguenza molto tenue o inesistente.
  • Fototipo 2: carnagione chiara, capelli biondo scuro o castano chiaro. La pelle tende a scottarsi facilmente per la scarsità di melanina. L’abbronzatura è lieve.
  • Fototipo 3: carnagione abbastanza scura, capelli castani. La pelle si scotta solo dopo un’esposizione prolungata. Si può ottenere un’abbronzatura intensa e omogenea.
  • Fototipo 4: carnagione olivastra, occhi e capelli neri. La pelle si scotta molto di rado. In breve tempo viene prodotta un’abbronzatura molto intensa.
  • Fototipo 5: carnagione bruno-olivastra, occhi e capelli neri. La pelle non si scotta ed è sempre bronzea.
  • Fototipo 6: carnagione bruna, occhi e capelli neri. La pelle non si scotta ed è sempre scura.

Perciò, chi appartiene ai fototipi 1 e 2 dovrà usare prodotti a schermo totale o comunque molto alto (Spf 60-40) per l’intera stagione e limitare l’esposizione ai raggi solari nelle ore meno calde della giornata.

Sono gli appartenenti ai fototipi 3 e 4 quelli che hanno più vantaggi dall’esposizione al sole: applicando una protezione a schermo medio (Spf 15-8) possono raggiungere una tintarella invidiabile.

Non devono abbassare la guardia, però i fototipi più scuri: un velo di crema solare (Spf 5-3) protegge non solo da scottature ed eritemi, ma anche da danni più gravi causati dai raggi ultravioletti.

Pronti per la spiaggia?

Aumenta l’abbronzatura con i rimedi naturali

15 maggio 2010

by pedrosimoes7

Con l’arrivo della bella stagione viene subito voglia di scoprire le gambe, andare al mare, mettersi in costume. Ed ecco che ci scopriamo tragicamente pallide, ingrigite dall’inverno, con un colorito quasi malsano. Che fare? Prima di correre a prendere appuntamento dall’estetista per le lampade, o a comprare l’autoabbronzante, proviamo a pensare come prenderci cura della nostra pelle con le risorse che la natura ci offre.

Le erbe officinali possono aiutarti ad aumentare l’abbronzatura: l’ammi è una pianta spontanea, della famiglia delle ombrellifere, che cresce nell’Europa meridionale e occidentale. I semi di ammi hanno proprietà digestive e favoriscono la pigmentazione cutanea. Metti in infusione 80 g di semi in un litro d’acqua bollente e bevine 1 tazza al giorno, per 5 giorni. Puoi ripetere il trattamento 2 o 3 volte nell’arco dell’estate.

Per mantenere ben idratata la pelle, poi, puoi provare una mistura di olio d’oliva e di olio di avocado, in parti uguali: spalmala sul corpo ogni sera, in piccole dosi.

Un contributo fondamentale, però, arriva dall’alimentazione: scegli una dieta ricca di cibi ricchi di vitamina C, A ed E, acqua e sali minerali. Non lesiniamo quindi con olio di oliva, uova, frutta e verdura come pomodori, peperoni, cavolfiori, broccoli, agrumi, albicocche, pesche, kiwi e soprattutto carote. Le carote sono infatti l’alimento più ricco di betacarotene in natura e sono un prezioso alleato per avere la pelle ben dorata in poco tempo.

Chi ha la carnagione più chiara e tende a scottarsi facilmente, può fare ricorso agli integratori alimentari. In commercio se ne trovano di molti tipi, che preparano la pelle alle esposizioni e aiutano a mantenere il colorito dorato, come quelli al betacarotene. Generalmente, il trattamento consiste nell’assunzione di  capsule e agisce sulla produzione di melanina, il pigmento che si scurisce con l’esposizione al sole.

E se domani vuoi sfoggiare la prima minigonna a testa alta, prova a fare un lungo bagno con un infuso forte di tè e caffè: vedrai come la pelle assumerà da subito una piacevole sfumatura dorata.

Maschera primaverile al cetriolo

4 maggio 2010

By Niznoz

Gli sbalzi di temperatura, il vento e le prime esposizioni al sole possono danneggiare la nostra pelle, già messa a dura prova dal freddo di questo inverno così rigido. Il viso si screpola, si arrossa, la zona T è più unticcia e magari è anche spuntato qualche brufoletto.

Ancora una volta, con semplici ingredienti naturali ed economici, possiamo dare sollievo alla pelle del viso. Con una semplice maschera al cetriolo possiamo eliminare i segni della stanchezza, riequilibrare la produzione di sebo, idratare in profondità la pelle e illuminare l’incarnato.

Tutto quello che serve è un cetriolo, un limone e uno yogurt bianco. Per cominciare, prendi una ciotola, un mixer (o un frullatore), un coltello e un pennello. Taglia 5-6 centimetri di cetriolo e levane la buccia; poi fanne 4 pezzi e mettilo nella ciotola col succo di mezzo limone e tre cucchiai di yogurt; frulla tutto con il mixer e usa il pennello per spalmare sullla pelle pulita del viso e del collo una generosa dose di crema al cetriolo.

Insisti soprattutto nella zona degli occhi e del contorno bocca, per alleviare i segni dello stress, ma fai attezione a non toccare le mucose: lascia sempre un centimetro di margine, per evitare bruciori e irritazioni.

Lascia la maschera in posa 5 minuti. Prima di rimuoverla, massaggia gentilmente la pelle con movimenti circolari, poi sciacqua via la crema con abbondante acqua tiepida e tampona il viso con una salvietta di cotone o spugna, senza stofinare.

Puoi ripetere questo trattamento anche due-tre volte a settimana, perché si tratta di una maschera non aggressiva: ha un effetto nutriente e astringente, e la pelle risulterà più bella e fresca fin dalla prima applicazione.

Siliconi nei cosmetici: tutti i rischi per pelle e capelli

16 marzo 2010

I siliconi hanno invaso negli ultimi anni i prodotti cosmetici in commercio e la battaglia tra chi li consiglia e chi li ritiene dannosi per pelle e capelli non accenna a placarsi. I siliconi sono polimeri inorganici che hanno molteplici campi di applicazione. La loro versatilità è data dalle caratteristiche di questa famiglia di molecole. Si tratta infatti di sostanze idrorepellenti, duttili, antistatiche, resistenti alle alte temperature, resistenti all’invecchiamento (e quindi non biodegradabili), chimicamente inerti. Tutte qualità che rendono i siliconi molto appetibili per un campo, come quello dei cosmetici, sempre alla ricerca di novità ed innovazioni.

I siliconi poi rendono creme, shampoo e balsami morbidi e piacevoli al tatto ed il risultato su pelle e capelli, almeno in un primo periodo, è dei più soddisfacenti. L’epidermide appare infatti levigata e morbidissima al tatto, i capelli lisci e lucenti. Come spesso accade, però, non è tutto oro quello che luccica. E’ vero, come affermano i suoi sostenitori, che i siliconi non sono assolutamente nocivi e rivestendo i capelli o la pelle con una pellicola, li proteggono dagli agenti atmosferici e li rendono lucenti e dall’aspetto sano ma, nel lungo periodo, questi vantaggi si rivelano effimeri. I siliconi infatti producono degli effetti a breve termine entusiasmanti ma alla lunga rischiano di rovinare i capelli e le pelle.

EFFETTI NEGATIVI DEI SILICONI SUI CAPELLI
I prodotti come shampoo e balsami che contengono siliconi rivestono il fusto dei capelli coprendone completamente le squame e donandogli un aspetto setoso e vellutato. Il capello però viene rivestito da questa pellicola che non è assolutamente curativa ma copre solo gli inestetismi. Sotto di essa il capello continua inesorabilmente a rovinarsi. A lungo andare, poi, i siliconi leggeri seccano i capelli ed aiutano l’insorgere delle doppie punte. I siliconi pesanti invece afflosciano i capelli. Se questo non bastasse, tendono ad appesantirli costringendo a lavaggi frequenti. L’effetto che si ottiene con i prodotti che contengono siliconi è quindi solo e puramente estetico.

EFFETTI NEGATIVI DEI SILICONI SULLA PELLE
I siliconi presenti in creme, rossetti e sieri producono sull’epidermide una pellicola che la rende liscia, morbida e tirata. In poco tempo però questa diventa secca, squamosa e piena di punti neri. E’ la sua reazione normale nei confronti di una pellicola che la riveste e non la fa respirare. I siliconi, infatti, contribuiscono a cerare una specie di occlusiva sull’epidermide e l’effetto è pari a quello di una pellicola di plastica appoggiata sulla pelle.

Ma quali sono i cosmetici che contengono siliconi e come fare a smascherarli?

Prima di tutto si deve leggere l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), ovvero l’etichetta degli ingredienti. Nell’INCI infatti vengono elencati tutti i componenti del prodotto in ordine di quantità. I siliconi sono, fortunatamente, facilmente riconoscibili.

  • Se tra i primi cinque o sei ingredienti compaiono dimethicone, amodimethicone (Associazione di derivati siliconici) o cyclomethicone o altri componenti che finiscono in - one, la crema è siliconata
  • Cyclopentasiloxane e tutti quelli terminanti con –siloxane o –silanol

Per fugare ogni dubbio, si può consultare il Biodizionario, una sorta di guida al consumo consapevole dei cosmetici che dà indicazioni per ogni ingrediente presente nell’INCI. Le sostanze sono catalogate in ordine alfabetico, divise per lettera e distinte da pallini verdi, gialli e rossi.

L'Olio di Baobab, rimedio naturale per una pelle perfetta

21 ottobre 2009

baobab1

Il Baobab è un albero tropicale maestoso ed antico che cresce spontaneamente in Africa, Australia e Madagascar. Considerato dalle popolazioni locali come l’Albero della vita, il Baobab ha sempre rappresentato una fonte di sostentamento unica ed insostituibile. I frutti del Baobab, oblunghi e dal guscio legnoso, quando raggiungono la maturazione si disidratano spontaneamente e la loro polpa secca, ricca di sostanze nutritive tra cui anche la vitamina C, viene direttamente mangiata o mescolata nel latte.

(continua…)

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