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Januvia, un nuovo farmaco contro il diabete

26 Novembre 2007

Arriverà ad inizio 2008 nelle farmacie un nuovo farmaco per chi soffre di diabete di tipo 2, quello più comune. Il farmaco, il cui nome è Januvia, fa parte di un’innovativa classe di medicinali chiamati “inibitori dell’enzima DPP-4” (enzima dipeptidil peptidasi-4). Gli inibitori del DPP-4 aumentano il processo naturale che, nell’organismo, riduce la glicemia. Per colpa di questo enzima in certi casi le terapie tradizionali per il diabete non funzionano, non riescono cioè a stimolare la produzione di insulina. In questi casi, anche con le dovute cure, la glicemia non si abbassa. Lo Januvia (sitagliptin) ferma l’effetto dell’enzima e consente l’attivazione degli ipoglicemizzanti tradizionali. La somministrazione giornaliera (al mattino) di questo nuovo farmaco determina una consistente riduzione del glucosio e degli ottimi risultati. Questo farmaco costituisce un ulteriore passo avanti per combattere una malattia che da molti studiosi viene considerata alla stregua di un’epidemia.
Nel 2000 i diabetici nel mondo erano 150milioni, oggi si è toccata la cifra record di 246 milioni e le previsioni parlano di 380 milioni entro i prossimi 20 anni. Il diabete colpisce il 5,9% della popolazione mondiale e causa la morte di 3,8 milioni di morti l’anno, l’80% dei quali nei paesi in via di sviluppo. E’ chiara la forte responsabilità dell’alimentazione occidentale che si sta diffondendo in moltissimi paesi: 50% di casi in più di diabete nel Pacifico Occidentale entro il 2025, 80% in più in Africa e nel Sud-est Asiatico, 102% in più nel Sud e Centro America.
In Italia la situazione non è migliore. 4,5 milioni di italiani soffrono di diabete e un milione ne è affetto senza saperlo. Molte persone ignorano che il diabete di tipo 2 è quasi sempre provocato dal sovrappeso, da una dieta scorretta e da un’insufficiente attività fisica.Per informazioni sulla prevenzione si può visionare i siti:

www.diabetenograzie.it
www.portalediabete.org

Un’orchidea per combattere l’osteoporosi

21 Maggio 2007

Secondo l’Organizzazione mondiale per la sanità, la lotta all’osteoporosi e alle patologie ossee, rappresenta una delle maggiori sfide sanitarie del terzo millennio. I ricercatori presenti all’ultimo European Symposium on Calcified Tissues (ECTS) hanno ribadito a tal proposito quanto la genetica e i meccanismi molecolari abbiano un ruolo fondamentale nella comparsa dell’osteoporosi. Nei cinque maggiori paesi europei sono quasi due milioni le donne che, a causa della loro osteoporosi, hanno avuto due o più fratture ossee e di queste, solo 30 mila hanno ricevuto il PTH come trattamento. Nel nostro paese, ogni anno, sono circa 250 mila le persone che subiscono fratture a causa dell’osteoporosi. Il PTH, disponibile anche da noi dal gennaio scorso, è un farmaco anabolico che stimola la ricostruzione ossea con un incremento della quantità e della qualità di osso riformato. Dai dati che emergono dall’indagine condotta da Nycomed, l’azienda che ha ideato Preotact e ha presentato i risultati al Congresso, parrebbe che le donne osteoporotiche siano mal curate a causa di una norma europea eccessivamente restrittiva. Questa disposizione, la Nota 79, sembra non prendere in considerazione le sofferenze e i costi che un’osteoporosi curata tardivamente può comportare. In Italia, il paziente può ottenere il PTH dal SSN solo se ha avuto più di una frattura e se altre terapie, come ad esempio i bisfosfonati hanno fallito. Per molti medici, invece, sarebbe necessario poter somministrare il PTH già in prevenzione primaria. Ma qualcosa si sta muovendo in merito al problema osteoporosi. Il 15 maggio scorso è stato presentato alla Camera dei Deputati il progetto Orchidea. Il progetto intende sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni verso la ricerca e la prevenzione delle patologie ossee. Solo in Italia, infatti, le donne che ne sono affette sono quasi 3.500.000 ed un milione gli uomini. Sabato 26 e domenica 27 maggio, acquistando un’orchidea Raffaella, appositamente creata in Toscana dall’olandese Gerrit Kerremans, nei negozi di fiori di tutte le città italiane, al prezzo di euro 8,5, si contribuirà a sostenere la ricerca e la cura delle malattie ossee. Tutto il ricavato sarà, infatti, devoluto alla Fondazione malattie ossee FIRMO-Raffaella Becagli.

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