
E chi l’ha detto che per evadere dalla realtà è necessario un long drink alcolico? Madre natura, nella sua infinita bontà, ci mette a disposizione una pianta che oltre a farci stare meglio, ci manda anche su di giri. No, non è la vite. Si tratta del corbezzolo, una pianta tipica della nostra macchia mediterranea, dai caratteristici frutti tondi e sgargianti.
L’Arbutus unedo, questo il suo nome scientifico, appartiene alla famiglia delle Ericaceae ed è molto diffuso nelle regioni a clima mediterraneo, alle Canarie, in Marocco e in Irlanda. E’ un arbusto sempreverde che può raggiungere anche i dieci metri d’altezza. L’infioriscenza avviene in autunno, con piccoli grappoli di fiori bianchi. Le foglie sono ovali e hanno i margini seghettati. Le bacche sono rosse e asprigne, e contengono dai quattro ai sei semi lanceolati di colore scuro.
Le proprietà del corbezzolo risiedono in gran parte nelle foglie, in quanto contengono molti tannini, steroli, gomme e soprattutto derivati fenolici (come arbutoside, monotropeina, unedoside, asperuloside e geniposide). Gli usi terapeutici della pianta riguardano la sua funzione astringente, antidiarroica, antinfiammatoria per il fegato, le vie biliari e l’intero apparato circolatorio; antispasmodico per l’apparato digerente e le vie biliari; e infine come diuretico, antisettico e antinfiammatorio delle vie urinarie.
Una golosità che fa bene alla gola e alla salute è il miele di corbezzolo, prodotto tipico della Sardegna, che ha delle proprietà balsamiche, antispasmodiche, antisettiche e diuretiche. Sulla pelle, invece, il decotto di foglie è un ottimo tonico perché astringe i pori.
Ma veniamo a un uso insolito di questa pianta, per lasciarti alle spalle i problemi della settimana e prendere la vita più alla leggera. Non tutti sanno che bere decotti di foglie di corbezzolo dà sintomi molto simili a quelli di una sbronza allegra. Le dosi sono 7 grammi di foglie macinate ogni tazza d’acqua bollente. Dopo 15 minuti di infusione, togliete le foglie e lasciate raffreddare. Aggiustate di miele, shakerate e servite nei bicchieri da long drink, per una serata di risate assicurate.
Controindicazioni: un uso eccessivo dei decotti a base di foglie di corbezzolo può causare stitichezza; il consumo invece di troppi frutti di cobezzolo può provocare nausea e stitichezza, come suggerito anche dall’origine del nome scientifico (“ar” in celtico vuol dire “acerbo, astringente” mentre “unedo” probabilmente derivera dalle tre parole latine “unu tantum edo” “ne mangio uno soltanto”).