Archivi: gennaio 2009

Le mille proprietà dell'olio di Argan

28 gennaio 2009

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La popolazione berbera del Marocco Meridionale utilizza da millenni l’olio di Argan per le sue incredibili virtù cosmetiche ed alimentari. L’olio di Argan, o di Argane, viene estratto a freddo dai frutti della pianta di Argania Spinosa, un albero alto da 8 a 10 metri, in grado di vivere anche 150-200 anni in condizioni climatiche difficile. Questa preziosa pianta cresce esclusivamente nella regione del Souss, un triangolo di deserto tra Marrakech, Agadir ed Essaouira affacciato sull’Oceano Atlantico. Essendo una specie in via di estinzione è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Sia per questo motivo sia per il fatto che per ottenerne un litro sono necessari i frutti di 6 alberi di Argania Spinosa e 16 ore di lavoro, l’olio di Argan è uno degli oli più rari e preziosi del mondo.

Il suo valore è dato anche dalle numerose proprietà in esso contenute e dalle applicazioni che se ne possono fare per la bellezza e per la salute di capelli e pelle. L’olio di Argan è, infatti, ricco di acidi insaturi e di Vitamina E (ripara le membrane cellulari dall’azione dannosa dei radicali liberi e svolge un effetto antiage) che lo rendono un alleato perfetto per idratare, nutrire e proteggere il corpo dalle aggressioni esterne. La Vitamina E presente nell’olio di Argan agisce da antiossidante ed è un coadiuvante nello sviluppo e nel mantenimento delle funzioni del sistema nervoso e di quello muscolare.

L’olio di Argan è composta anche da altre sostanze attive importantissime come la Vitamina A, la Vitamina F, l’acido linoleico, l’acido linolenico, gli Omega 3 e gli Omega 6. Questi acidi grassi essenziali svolgono un’azione benefica nei disturbi reumatici e cardiovascolari, migliorano le capacità cerebrali e proteggono i tessuti connettivi. Se usato in modo costante, l’olio di Argan riattiva le funzioni vitali delle cellule, migliora il tono muscolare del viso, attenua la comparsa delle rughe, liscia la pelle, mimetizza le occhiaie e riduce l’irritabilità cutanea . Inoltre, questo olio meraviglioso non contiene sostanze che possono provocare allergie, come nichel, profumi, coloranti e conservanti (naturalmente se non ha subito modificazioni chimiche), e quindi è adatto a tutti.

Tra gli altri Usi per la salute dell’Olio di Argan

  • Bruciature. Aiuta il processo di guarigione delle bruciature ed allieva il rossore
  • Psoriasi. L’olio elimina il prurito e riduce fino all’80% la desquamazione. Va applicato due volte al giorno.
  • Piaghe da decubito. Applicare due volte al giorno l’olio di Argan favorisce la scomparsa delle piaghe

Per gli Usi cosmetici dell’Olio di Argan vi rimando al prossimo post.

Mastoplastica additiva: un seno naturale con le nuove tecniche

20 gennaio 2009

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La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti e consiste nell’inserimento di una protesi dietro ciascuna mammella per aumentarne il volume e migliorarne il tono. I risultati che si ottengono attualmente sono molto naturali e conformi al fisico e alla struttura di ogni donna, grazie all’utilizzo di protesi mammarie evolute e tecniche moderne e sofisticate. La scelta delle protesi ora è molto ampia  e consente alla medico di personalizzare la forma del seno nel modo più accurato e conforme alle richieste della paziente. Nella maggior parte dei casi le donne che richiedono un intervento di mastoplastica additiva lo fanno perché si sentono a disagio con un seno troppo piccolo per natura o svuotato dopo una maternità o una perdita di peso eccessiva.

COME SI INTERVIENE

L’intervento consiste nell’inserimento di protesi di silicone dietro la ghiandola mammaria oppure dietro il muscolo gran pettorale dopo che il chirurgo estetico ha inciso il solco sottomammario o l’areola. Nel caso di incisione nel solco sottomammario, la cicatrice dell’incisione tende a rimarginarsi in modo ottimale, confondendosi con la differenza di tessuto tra l’areola e la pelle del seno.

La scelta della posizione d’inserimento delle protesi mammarie dipende dalle caratteristiche fisiche ed anatomiche della paziente e viene fatta durante la visita preoperatoria. Il caso più frequente è, però, quello dietro la ghiandola perché il risultato è più naturale e interferisce meno con la mammografia, e per nulla, con l’ecografia e la risonanza. La mastoplastica additiva può essere eseguita sia in anestesia generale che in anestesia locale. L’intervento dura una o due ore e comporta un giorno di degenza per tenere i drenaggi, che vengono tolti di norma dopo due giorni.

IL POST OPERATORIO

Dipende dove viene eseguita l’operazione e che tipo di intervento è stato fatto. Se sono stati usati punti interni questi si riassorbono gradualmente da soli e non è necessario nessun tipo di medicazione, solo una visita di controllo per valutare l’andamento dell’intervento.

Per un mese circa si deve indossare il reggiseno sia di giorno che di notte. Per almeno 2 o 3 settimane, poi, si devono evitare le attività che richiedono sforzi eccessivi, soprattutto per le braccia.

RISULTATI E RISCHI

La durata dell’impianto mammario è da considerarsi permanente anche se, con il passare degli anni, alcune pazienti preferiscono rimodellare il loro seno, sostituendo le vecchie protesi.

L’intervento non altera assolutamente la funzionalità delle ghiandole mammarie e quindi, in caso di gravidanza, si può allattare come chiunque altra. Non è stata presentata nessuna prova scientifica che la presenza di protesi aumenti il rischio di cancro al seno o altre malattie.

Nel 3% dei casi però può contrarsi la capsula che si forma intorno alla protesi provocando una consistenza più dura del seno rispetto al normale. A volte è necessario intervenire di nuovo per indebolire la capsula fibrosa.

COSTI

Il costo di un’operazione di Mastoplastica additiva varia dagli 8mila ai 12mila euro.

L'umidità in casa può provocare infezioni ed allergie

9 gennaio 2009

raffreddamentoUna casa umida comporta dei rischi per la salute che non possono essere sottovalutati, soprattutto se tra le pareti domestiche abitano anche anziani e bambini. Ma anche un ambiente troppo secco e con un tasso di umidità relativamente troppo basso può creare dei problemi al nostro benessere generale. Allora qual è la giusta misura? E quali sono le conseguenze di un errato rapporto temperatura/umidità relativa all’interno delle nostre abitazioni?

L’umidità relativa dell’aria (cioè il rapporto tra la quantità di vapore acqueo contenuto in una massa d’aria e la quantità massima di vapore acqueo che la stessa massa d’aria riesce a contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione) è uno dei parametri ambientali principali da cui dipende il benessere termoigrometrico negli ambienti abitati.

UMIDITA’ TROPPO BASSA

In generale è sconsigliato scendere al di sotto del 20-30% di umidità relativa perché in tal caso l’aria risulta troppo asciutta. Questo causa un’evaporazione eccessivamente intensa delle mucose bronchiali e quindi secchezza nelle vie respiratorie e conseguenti infezioni.

UMIDITA’ TROPPO ALTA

Allo stesso modo però l’umidità non deve essere troppo elevata. Aumentando il grado di umidità si rischia la formazione di muffe e la proliferazione di batteri ed acari sulle pareti, nei tappeti, nelle cornici delle finestre, dietro gli armadi ed i mobili e all’interno dei materassi, con conseguenze per la salute. Gli acari, presenti in tutte le abitazioni, si nutrono di scaglie cutanee umane ed animali e si moltiplicano con gradi d umidità superiori al 50%. Questi minuscoli parassiti rilasciano allergeni fastidiosi che possono sviluppare reazioni allergeniche.

Con umidità superiore al 50-60% può formarsi della muffa nei punti freddi della casa e dietro ai mobili. Queste muffe, oltre a sgradevoli odori, creano una situazione ambientale insalubri e possono provocare  irritazioni alle mucose bronchiali, disturbi alle vie respiratorie, allergie da muffa, asma ed infezioni alle vie respiratorie superiori.

L’ideale sarebbe quello di avere tra le pareti domestiche, se si sta a riposo, una temperatura intorno ai 20-22°C con un’umidità relativa del 40-60%. Più bassa se si compiono sforzi fisici come i lavori domestici.

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