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Stop alla candida con la bioelettronica di Vincent

26 settembre 2007

Sono tantissime le donne, in Italia e nel mondo, che soffrono di candidosi. E altrettanti sono i siti che trattano l’argomento. Navigando nell’infinito mondo della rete seno venuta a conoscenza delle teorie di Louis-Claude Vincent, padre della bioelettronica. Vincent mise a punto la sua tecnica bioelettronica nel 1950 in Francia. Questa scienza analizza, tramite un’apposita apparecchiatura, 3 fondamentali parametri elettronici di una qualsiasi soluzione liquida: ph, rh2, resistività. I suoi studi hanno portato a delle scoperte incredibili in campo medico, ma ancora oggi, a distanza di quasi 60 anni, sono quasi ignorati dal mondo scientifico.
Nella medicina tradizionale, le candidosi vengono curate con l’utilizzo di due tipi di antibiotici antifungini che servono solo come azione locale e transitoria e non vanno ad attaccare la causa reale.
Cosa sono le candidosi
Le candidosi sono dovute ad un fungo di tipo lievito (il più comune è la Candida Albicans). Questo lievito vive normalmente nell’intestino umano e generalmente non provoca nessun fastidio o pericolo. In determinate situazioni, quando cioè l’equilibrio batterico si altera, può moltiplicarsi in modo eccessivo ed invadere tutto l’apparato digestivo (bocca, intestino, ano). Dopo la dispersione per via sanguigna può anche propagarsi in tutto l’organismo (pelle, vagina ecc) sotto forma di mughetto o di micosi.
Sintomi
I sintomi catalogati da Vincent sono di 4 tipi: digestivo, energetico, immunitario e mentale e sono principalmente questi:
  • colite intestinale con gas, gonfiore, pruriti anali, diarrea, costipazione.
  • stanchezza progressiva e non spiegata con sonno mediocre e recupero insufficiente.
  • allergie peggiorate (cutanee, respiratorie o alimentari) e micosi.
  • disordini del sonno (difficoltà nel prendere sonno), della concentrazione (memoria, volontà in ribasso) e dell’umore (irritazione, preoccupazione, aggressività, insoddisfazione…)
  • desideri di zucchero (cioccolato, dolci…), di grassi saturati (insaccati, formaggio…) e di bevande alcoliche.

Cause reali

La proliferazione di questi lieviti è dovuto da un’alterazione del terreno biologico che comporta un abbassamento delle difese immunitarie. I funghi, come le candide, si sviluppano sempre in un luogo umido, tiepido ed ossidato (ossigenato). Questa constatazione è confermata dalla bioelettronica. Le cause reali sono quindi quelle che favoriscono l’ossidazione dell’organismo. Sul piano bioelettronico questa ossidazione dell’organismo viene dimostrata dal fattore d’ossido-riduzione che supera spesso 28 (rH2 > 28) mentre quando si è in buona salute questo parametro è di 22
Le cause principali di insorgenza di candidosi sono:

  • le medicine ossidanti: antibiotici di cui molti fanno un consumo smodato ed eccessivo, pillola, chemioterapia, trasfusioni sanguigne e la maggior parte dei vaccini.
  • i prodotti alimentari ossidanti: zucchero bianco, pane bianco al lievito, pasticceria industriale, fritture, formaggio grasso, carni grasse, oli raffinati, lieviti e funghi
  • le bevande ossidanti: acque addizionate sterilizzate ed acque minerali, bevande istantanee o quelle a base di succo di frutta o di cola ed alcune bevande alcoliche.
  • lo sforzo (fisici, emozionali ed emozionali) e gli inquinamenti (elettromagnetici, chimici, elettrici) hanno una ripercussione ossidante con la creazione di radicali liberi.

Consigli bioelettronici per liberarsi dalle candidosi

E’ necessario ristabilire l’integrità del terreno biologico e stimolare la vitalità generale. A questo scopo molti studiosi hanno interpretato gli insegnamenti del professor Vincent in questo modo:

  1. Eliminate possibilmente tutti i fattori ossidanti.
  2. Eliminate il miele, i frutti ed i cereali almeno per alcune settimane dato che contengono degli zuccheri (glucosio, fruttosio o maltosio) i cui lieviti sono ghiotti.
  3. Pulite il tubo digestivo con un digiuno idrico di 1 o 2 giorni con tisane (timo, rosmarino) minestre (carote, cipolle, porri) e docce (clisteri) rettali.
  4. Economizzate l’energia vitale con il riposo del corpo, dei nervi e della mente attraverso sedute di rilassamento
  5. Eliminate l’ossidazione interna con:
  • gargarismi (acqua argillosa, acqua salata o olio di girasole).
  • bevande riduttrici (succo di verdura, mosto di pane e lattofermenti, come lo yogurt naturale).
  • Camminate a piedi nudi nella rugiada della mattina (questa è carina!).
  • bagni ai piedi seguiti da unzione della pelle con oli essenziali
  • preparazioni a base d’aglio ed echinacee per rafforzare il sistema immunitario.
  • cicli da 21 giorni ripetibili di vitamina C naturale o nelle confezioni in commercio
    In seguito adottate, per una durata di 20-30 giorni, un’igiene di vita che protegge dall’ossidazione con:
  • un’alimentazione ipotossica a base di crudità, di aromi (ricchi in vitamine A, C, E anti-ossidanti naturali) d’olio biologico di prima spremitura (oliva, girasole) completata ad esempio con un piatto composto da verdure cucinate e di proteine (pesce, pollame…).
  • un contatto quotidiano con la natura (marcia, footing) ed un rilassamento quotidiano
Queste informazioni sono state raccolte sul sito www.disinformazione.it

Dall'ISS un manuale che parla di Smart Drugs

12 settembre 2007

L’Istituto Superiore di Sanità ha prodotto un manuale in cui vengono classificate le 25 ‘Smart drugs’ più pericolose. Il termine Smart drugs letteralmente significa ‘droghe furbe’ e, nella fattispecie, si riferisce a tutte quelle sostanze, sia di origine naturale che sintetica, che contengono, tra altri elementi, anche sostanze con caratteristiche allucinogene. Questi composti vengono definiti furbi perché non sono contemplati nelle tabelle legislative degli stupefacenti, perciò non perseguiti o perseguibili per legge, e quindi acquistabili senza difficoltà nelle erboristerie, su internet o negli smart shop. Il lavoro dell’ISS si pone, quindi, l’obiettivo di “focalizzare l’attenzione dei lettori su quelli che, ad oggi, sulla base dei dati forniti dalla letteratura internazionale, sembrano essere i prodotti contenenti molecole dotate di una qualche attività psicoattiva (stimolanti, allucinogeni etc.) o il cui consumo possa dimostrarsi in qualche modo dannoso per la salute” come spiegano sul sito dell’Istituto. All’interno del manuale le sostanze vengono classificate indicandone la specie, il principio attivo, la provenienza geografica, le proprietà e gli effetti avversi, l’uso che ne hanno sempre fatto le popolazione indigene e quello nella società moderna. L’ISS ha distribuito il volume ai Pronti Soccorsi e ai centri antiveleno per poter così informare gli operatori del settore su quale sia il modo migliore per identificare e curare le intossicazione causate da queste ancora troppo sconosciute ‘droghe furbe’.
Le 25 ‘smart drugs identificate sono le seguenti:
  • fungo ovolo malefico (principio attivo muscimolo);
  • noce di betel (arecolina);
  • hawaiian baby woodrose (ergina);
  • ginseng indiano (witanolidi);
  • assenzio (absintina);
  • natema (dimetiltriptamina);
  • occhi di dio (sesquiterpeni);
  • arancio amaro (sinefrina);
  • mao (efedrina);
  • tlilitzin (ergina);
  • lattuga selvatica (lattucina);
  • mimosa tenuiflora (dimetiltriptamina);
  • biak (mitraginina);
  • yohimbe (yohimbina);
  • badoh (ergina);
  • menta magica (salvinorina);
  • kanna (mesembrina);
  • malva branca (efedrina);
  • tribolo (protodioscina);
  • trichocereus (mescalina);
  • cactus di San Pedro (mescalina);
  • torcia peruviana (mescalina);
  • trichocereus validus (mescalina);
  • trichocereus bacbg (mescalina);
  • voacanga africana (voacamina).

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